Cercasi maitresse…!!!
C’è un mestiere antico che, uscito dalle case, è impazzato per decenni a cielo aperto ed ora lascia la ribalta della strada per tornare tra le mura.
Forse qualche lucciola finirà in qualche squallido appartamento del solito protettore rozzo e violento. Altre donne potranno liberamente esercitare nella propria dimora. Qualcuna magari cercherà la riedizione di uno storico bordello per esercitare la professione sotto l’occhio e la gestione di una nouvelle maitresse.
Bordello Cercasi tenutarie di case di tolleranza che collezionino ragazze in arte per dispensare piacere a pagamento. Se lo scopo è togliere il mercato del sesso dalla pubblica vista senza ovviamente proibire del tutto il meretricio, e se mai reprimere solo le atrocità della prostituzione infantile, dell’induzione, della costrizione, della schiavitù, questo è il più naturale dei compromessi.
Potrebbe essere anche il più utile. Luoghi controllati, redditi dichiarati. Legalizzare e tassare. Ottima fonte di entrate per lo Stato, non avrei dubbi!
Ma chissà come, si levano gli scudi. Per ipocrisia, forse. Per pudore. Per ritrosia ai ritorni al passato. Ammettere ufficialmente un florido settore e un naturale ordine di umane cose è diverso da fingere di mal sopportarlo come inevitabile vizio del buio di qualche anfratto cittadino o del ciglio di una qualsiasi arteria provinciale.
Il bordello apparteneva alla cultura che riconosceva una funzione sociale all’intrattenimento degli uomini per lo sfogo di naturali istinti. Il soldato godeva di buoni sconti sulle prestazioni sessuali delle fanciulle. E non era propriamente un caso.
Non è che oggi siamo molto lontani dalla necessità di rendere possibile qualche allegro incontro carnale. Le difficoltà di comunicazione, le fatiche dell’integrazione, la crescita della solitudine nel disgregamento del tessuto familiare in senso allargato a gruppo, micro comunità fanno pensare che i casini non siano la panacea di ogni male ma possano ancora essere ancora piccole oasi ove sciogliere molte tensioni.
Ho sentito più di una persona ritenere le lucciole lampi di luce che possono dissipare le tenebre del sesso strappato con la forza. Non so, forse è una lucidità feroce, difficile da accettare. Nulla può considerarsi una bruttura necessaria per evitare un male peggiore. Perché riversa addosso un senso di crudeltà, di impotenza, di desolazione. Perché è come sacrificare qualcuno per salvare altri. Ed è duro accettare che questo sia umano o civile o culturalmente approvabile.
Ma forse dobbiamo compiere un passo in più. E comprendere che chi avanza questa convinzione trova che atroce sia solo lo sfruttamento e non la professione, scelta senza coercizione. E’ osceno l’arricchimento criminale sul sesso, non il sesso goduto e vissuto tra adulti, anche a pagamento. Questa, probabilmente, è la verità senza ipocriti veli.
D’altra parte la storia non ha mai lesinato in fatto di illustri, nobili o popolane, accompagnatrici e generose dispensatrici della grazia del corpo. E’ costume del mondo e di ogni epoca che ben conosciamo. Così come non vi è più mistero su quanto promiscuo fosse l’uso, forse ad ogni latitudine.
Le convenzioni sono arrivate per mettere griglie, limite e schemi. Per confondere la civiltà culturale con il progresso delle forme che poi altro non è spesso che una maschera più becera di quello che si vuol celare. O forse perché la “morale” è stata messa al servizio di una causa o dell’altra, di un potere o di un altro, di una fede o di un’altra, di un sistema o di un altro. Come se ci fosse una morale universale. Come se poi fosse morale, in ogni tempo e spazio, la falsità.






















































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