Legàmi di sesso/ A Roma ripartono i corsi di bondage. Parla il “maestro” Stefano Laforgia: “Imprigionati da una corda per sentirsi liberi…”
Alto, prestante, simpatico e affascinante. È Stefano Laforgia, proprietario dell’Alcova di Roma, organizzatore di meeting fetish e di lezioni di bondage. L’ultima qualche mese fa, e ora si riparte con i corsi.
Il bondage è una strategia per piacere, per divertirsi o per sentirsi più uniti?
“Il bondage è tutte e tre queste cose insieme. Mi spiego meglio: come per tutte le pratiche bdsm, il fine è quello di appagare i sensi e le emozioni di chi lo pratica. Nel caso del bondage le sensazioni di essere più o meno limitati nei movimenti spinge chi lo subisce ad intraprendere una sorta di viaggio interiore, concentrandosi sulle sensazioni del proprio corpo, sulla sua posizione, sul respiro e così via. La maggioranza di chi viene legato definisce l’insieme di queste sensazioni come ‘rilassanti’ e ci si sente ‘liberi’ di gustare questa esperienza perché si sa che c’è qualcuno che si sta prendendo totalmente cura di noi. Alla base di tutto c’è una profonda conoscenza e fiducia reciproca che permettono di praticarlo con grande soddisfazione e unendo ancora di più le due persone”.
Quanta gente viene al tuo corso?
“Sin dalle prime edizioni, il corso è stato volutamente limitato ad un massimo di 16 partecipanti per poter dedicare ad ognuno il tempo necessario per apprendere passo passo le tecniche base. Finora questa proporzione ha dato ottimi risultati e tutti quelli che hanno partecipato si sono divertiti e hanno acquisito le nozioni tecniche che poi, abbinate alla loro fantasia, li hanno portati a continuare ad esplorare il bondage in privato con il proprio partner”.
Che risposta avete avuto?
“Ottima. Il bondage è sicuramente una delle pratiche che stimolano la fantasia di moltissime persone e in tanti hanno dimostrato interesse per il corso, proprio perché è evidente fin da subito che non è necessario arrivare fare legature molto complesse per sperimentare sensazioni molto intriganti. Anzi, direi che la maggior parte delle persone che hanno partecipato erano persone che si avvicinavano per la prima volta a questo genere di pratiche. E’ stato molto piacevole verificare come tutti abbiano percepito il corso come un input positivo alla propria sessualità”.
Sono più donne o più uomini
“Il corso è aperto a tutti, sia in coppia che da soli. La maggior parte dei partecipanti è costituito da coppie già formate (da notare che per noi coppia non significa necessariamente uomo-donna, ma anche coppie gay, o due amici/che). Direi che fatto 100 il numero dei partecipanti di ogni corso la proporzione tra uomini è donne si è attestata sempre intorno ad un 60-40″.
Da quanto tempo ti dedichi ad Alcova?
“Il negozio Alcova è nato nel 2005, quindi ormai sono più di 3 anni e da allora è cresciuto diventando un punto di riferimento per quanti sono interessati al mondo del fetish e del bdsm. Dall’inizio del 2008 è attivo anche il negozio online e adesso stiamo valutando un’ulteriore fase di espansione con nuovi punti vendita, sia di proprietà che in franchising. E sempre all’inizio di quest’anno ho contribuito alla creazione dell’associazione BDSM Italia che si occupa di promuovere la conoscenza corretta del BDSM sia tra le persone che lo praticano sia verso i media e il resto della società, soprattutto quando dimostrano di averne un’idea distorta e stereotipata. I corsi di bondage sono promossi proprio da questa associazione”.
Il bondage in Italia: entusiasmo o diffidenza?
“Come dicevo prima, c’è un grande interesse verso il bondage e il bdsm in generale da parte di molte persone di estrazione culturale e sociale diversissima tra loro, anche perché si stanno lentamente superando una serie di pregiudizi e di stereotipi e se ne parla sempre più diffusamente anche nei contesti più tradizionali. Certo, talvolta succede ancora che si finisca per bollare tutto come roba da pervertiti, ma per fortuna cominciano ad esserci anche degli studi scientifici a supporto del fatto che chi pratica bdsm è più felice e soddisfatto, se non altro perché è stato in grado di soddisfare molte delle sue fantasie, che invece altri tentano di reprimere, rimanendo perennemente in uno stato di insoddisfazione e di frustrazione”.
Le maggiori resistenze sono interne ad ognuno e sono legate al fatto che si pensa a tutto questo come a qualcosa di sbagliato, da evitare e da sopprimere. Ma se ci si rende conto che queste tendenze sono una parte sana della propria personalità e sessualità si riesce a trovare un migliore equilibrio interno e una maggiore soddisfazione e autostima e si può anche scoprire che il proprio partner nutre un analogo interesse per queste pratiche.
Dai meeting di bondage di Roma
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