Sesso circense e sesso catacombale: il Pro-Life di Giuliano Ferrara e la mitologia del corpo -


«Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà».

Sono parole di Antonio Gramsci che alla sinistra piaceva citare, specie dagli anni Settanta. Meno noto, è che Gramsci le scriva attraversando considerazioni sull’eros: «La quistione sessuale porta, con le sue fantasticherie, molto disordine: poca partecipazione delle donne alla vita collettiva, attrazione di farfalloni postribolari verso iniziative serie, ecc. [...] in molte città, specialmente meridionali, alle riunioni femminili, faticosamente organizzate, si precipitavano subito i liberoamoristi coi loro opuscoli neomaltusiani ecc. e tutto era da rifare…

Tutti i più ridicoli fantasticatori che nei loro nascondigli di geni incompresi fanno scoperte strabilianti e definitive, si precipitano su ogni movimento nuovo persuasi di poter spacciare le loro fanfaluche. D’altronde ogni collasso porta con sé disordine intellettuale e morale. Bisogna creare uomini sobri, pazienti, che non disperino dinanzi ai peggiori orrori e non si esaltino a ogni sciocchezza. Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà».

La società di massa è iniziata, e l’ideologia classista ridefinisce il suo dominio delle coscienze: la strumentalizzazione del sesso aggiunge alla decrepita sessuofobia una fresca sessuolatria, al divieto l’obbligo, all’ansia di privazione, quella di prestazione. Dal carcere fascista, la trasformazione non sfugge al genio. Decenni dopo, il proposito di Gramsci è divelto dalla politica dei corpi, e sbiadisce in vaghi moniti, mentre la Nato si impegna nei trionfi mediterranei.

Nel 2008 un’iniziativa politica, la lista «Aborto? No, grazie» di Giuliano Ferrara, si presta ad una rivisitazione del tema. Per esaminare un esperimento di percorso tra sessuolatria e sessuofobia, evidenzio, nell’impegno di Ferrara, qualche passaggio.

Nel 1992 conduce una trasmissione televisiva, Lezioni d’amore , fatta di spensieratezza posticcia e confusione. L’epoca è da regolamenti di conti, un equilibrio politico, affaristico e delinquenziale frana per ricostruirsi sulle sue macerie.

Passano gli anni, e a dicembre 2007 inizia la sua mobilitazione antiabortista.

I due diversi atteggiamenti sul sesso, quello edonista e quello arcigno, sono apparentemente distanti, ma fanno parte di un unico quadro ubbidiente. E l’impegno nell’ubbidienza ha garanzie mitologiche: Ferrara è ricordato come promotore del questionario contro le Brigate rosse, per la raccolta di informazioni in forma anonima, e ha dichiarato di essere stato un informatore della Cia.

L’emancipazione e la repressione si offrono insieme, come forme di controllo. Negli Usa, hanno il volto ilare della disinibizione e quello severo del Silver Ring Thing , miscuglio di eugenetica nazionalista e religione. In Italia, hanno la forma del sesso circense e di quello catacombale: i ludi di Venere o il martirio, le teletette o il cilicio. Si può essere un gaudente o un penitente. Una persona, mai.

Così, la questione del piacere si deforma in questione delle colpe, cioè dell’ubbidienza, e Ferrara spiega il suo impegno contro l’aborto col fatto che a tre concepimenti con la sua partecipazione, sarebbero seguiti tre aborti volontari. Del mancato uso di tre preservativi, non si rammarica. Ma oggi il preservativo è un argomento tabù, o addirittura una vittima di campagne denigratorie, in cui gli inviti all’astinenza si mascherano da preoccupazioni ambientaliste: è un prodotto usa-e-getta, così si accusa chi getta , per condannare chi usa .
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~ di ladycleopatra su 23 Luglio 2008.

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