sesso sul parcheggio “mi toccó la figa, io aprii le gambe e lui infilo un paio di dita dentro”
Lui aveva anche bevuto e abbastanza anche, quando mi chiese se volevo andare a casa, acconsentii, a velocitá moderata ci avviammo verso casa.
Eravamo quasi a Sestri, un semaforo ci fece fermare, era rosso, lui allungo la sua mano in mezzo alle mie gambe, e mi toccó la figa, io aprii le gambe e lui infilo un paio di dita dentro. Quando il semafoto diventó verde invece di andare diritto verso casa, lui mise la freccia e prese una stradina che cominció a salire verso il dentroterra. Dopo un pezzo di strada arrivammo su un parcheggio, era pieno di macchine, l’unico posto era sotto un lampione, lui parcheggió la macchina, eravamo tra due furgoni, l’interno della nostra machina era illuminata a giorno. Io mi guardai intorno, per assicurarmi che non ci fosse nessuno, nel frattempo il mio fidanzato aveva spinto il mio sedile indietro e stava abbassando lo schienale, io sollevando il sedere mi tirai su il gonnellino, sbottonai la camicetta e mi distesi con le gambe aperte pronta a riceverlo.Essendo ubriaco cé l’aveva bello duro, mi entro dentro e comincio a pomparmi, per fortuna non si era accorso che la mia figa era piena di sperma.
Io avevo appoggiato i miei piedi contro il parabrezza e sollevavo il sedre per agevorlarlo, ad un certo punto vidi il viso di un uomo davanti il parabrezza che ci stava guardando, mi ero spaventata e girai la testa dall’altra parte, ma anche qui c’era un uomo con il suo cazzo nella mano che se lo stava menando, lo spavento si era mutato in godimento, io ero venuta due volte, l’uomo vicino a me, c’era solo il vetro del finestrino tra di noi, mi mostrava il suo cazzo, aveva fatto scendere il pantaloncino, era lungo e grosso, la cappella brillava sotto la luce, e mi faceva segno che mi voleva chiavare, l’altro uomo del parabrezza si era avvicinato anche al’l'altro finestrino e mi mostrava anche lui il suo cazzo, anche il suo era bellissimo.
Nel frattempo cominció il mio fidanzato a venire, quindi feci segno a quei uomino di nascondersi. Il mio fidanzato era talmente stanco e ubriaco che non riusciva a sollevarsi, io lo spostai, mi tirai fuori da sotto di lui e lo feci coricare sul mio sedile. Vuoi guidare te fino a casa, mi chiese con un vocino, va bene risposi. Io uscii dalla macchina, con il gonnellino tirato su e la camicetta aperta andai verso la parte dello sterzo, quando arrivai dietro la nostra macchina vidi l’ombra di un uomo dietro uno di quei furgoni, mi avvicinai, aveva ancora il pantaloncino sulle ginocchia e il suo cazzo era duro e diritto come una candela.
Io mi abbassai sulle ginocchia lo presi con una mano e me infilai in bocca, non l’avevo mai fatto con nessuno, lo leccai, lo succhiai fino a che mi sborró in bocca, mamma mia quanta sborra, piú ingoiavo e piú ne uscina dal suo cazzo. lui mi tiró su, ti voglio chiavare, mi sussuró, il mio fidanzato é nella macchina, gli risposi, ma io vengo dopo che l’ho portato a casa, gli dissi, aspetta fammela provare, no, si, all’infine mi inchinai con il sedere all’aria lui mi prese tra le sue mani e me ló infilo dentro, quant’era bello, vai avanti non ti fermare gli dissi con una vocina da implorare, lui mi prese piú stretta e me ló infilo tutto dentro, mi sembrava di averlo in gola, talmente era lungo, ogni botta che mi dava me lo sentivo entrare piú dentro, fino che sentivo i suoi coglioni schiacciati tra i nostri corpi, io stavo venendo come una cagnia,la voce del mio fidanzato mi chiamava, dove sei, sto facendo la pipi, gli risposi godendo, mentre anche quell’uomo sborrava nella mia figa.
quando si ammollí usci dalla mia figa, mi prese tra le sue braccia e mi bació sulla bocca, la sua lingua si mise a giocare con la mia, se non mi avesse chiamata me l’avrei fatto ancora una volta. Vieni dopo mi chiese quell’uomo, si io vengo subito. eentrai nella macchina. mi assestai la roba e mi avviai verso casa. Arrivati sotto casa mia, lo svegliai, lui si mise dietro lo sterzo e dopo un bacino se ne andó a casa. Io presi la mia Fiat Punto etornai su quel parcheggio, il posto sotto il lampione era ancora vuoto. Mi spostai sul sedile dei passagieri, lo spinsi indietro e abbassai lo schienale, mi alzai il gonnellino e mi tolsi la camicetta, i miei capezzoli era duri e lunghi dall’eccitazione. Un tic sul finestrino mi fece girare la testa, aprii la portiera, un uomo si abbassó, non l’avevo ancora visto, allungo la mano e verso la mia figa, io allargai le gambe e lui cominció a toccarmela, nel frattempo si stava sbottonando i pantaloni, e tiró fuori il suo cazzo, la cappella assomigliava ad un fungo, piatta e larga, io allungai la mano e lo presi, era caldo e bello liscio, lui si alzó e prese posto tra le mie gambe, con le mani sotto le mie ginocchie mi tirai su le gambe dandogli tutto lo spazio possibile per infilarmelo dentro.
Lo sapeva usare benissimo, io godevo, nel frattempo vedevo altri uomini girare intorno la macchina. Quella notte ho chiavato con piú di 20 uomini, era giorno quando tornai a casa. Quel parcheggio é il mio posto, quasi ogni sera ero lá con le gambe aperte e la figa piena. dopo un mese avevo rotto con il mio fidanzato. non gli ho il motivo.
Fonte:Kataweb






















































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