La Bibbia, il Sesso e le Droghe - Il Culto Fallico
Una visuale biblica piuttosto bizzarra, tenuta anche da culture pre-Ebraiche, è l’ossessione peculiare “del Signore” con il prepuzio, che è visto come il segno più importante dell’alleanza tra “lui” e i “suoi eletti”.Infatti, la parola “circoncisione” viene usata quasi 100 volte nella Bibbia, e ci si può meravigliare di questa ossessione, come anche all’idea che o il Signore ha pasticciato nel creare l’uomo tanto che l’uomo ha bisogno di sistemare la sua opera manuale, o il Signore trova questo pezzo di carne così significativo da basare i suoi voti più solenni su di esso, rivelando così un feticcio omoerotico. I popoli della bibbia sono tanto ossessionati con il prepuzio che in cambio per la mano della sua figlia, Saul chiede i prepuzi di 100 Filistei morti a Davide, che con entusiasmo indulge alla richiesta portando a Saul 200 prepuzi.
L’atto della circoncisione è tanto più strano quando non si chiariscono le sue origini. Tra altri motivi, incluso come si sostiene che serva a rendere gli uomini più docili e socialmente accettabili, si diceva che la circoncisione fosse fatta ad imitazione del sangue mestruale femminile, “essendo praticata su ragazzi all’età nella quale le ragazze ‘sanguinano’, e descritta persino tra alcuni popoli come ‘la mestruazione dell’uomo’”.6 Un altro rituale usato per creare tale “femminilità” era la castrazione, necessaria per un uomo per “assumere autorità religiosa tra le sacerdotesse sella Dea”. Come spiega Walker, “Tutte le mitologie suggeriscono che, prima che gli uomini capissero il loro ruolo riproduttivo, essi cercarono di ‘fare donne’ di se stessi nella speranza di conseguire fertilità come quella della donna”.7
Questo fenomeno era diffuso sufficientemente tra i Semiti da esigere una comunicazione da parte de “il Signore”, che l’amputazione del pene, era tale che quelli che erano stati mutilati in tal modo, evidentemente sia naturalmente che artificialmente, dovevano essere esclusi dall’eletto di Dio: “Colui i cui testicoli sono stati schiacciati o il cui membro maschile è stato tagliato via non entrerà all’assemblea del Signore” (Deut. 23:1). Eppure, in Isaia 56:4-5, il Signore “infallibile” contraddice ancora se stesso e dice che gli eunuchi che osservano il suo sabato e conservano la sua alleanza verrà dato un “monumento e un nome migliore che ai figli e figlie….un nome eterno che non sarà tagliato via”.
Ovviamente, tutto questo discorso biblico sulla circoncisione, prepuzio e testicoli, come anche sui “membri”, “lombi”, “cosce”, “pietre”, “parti segrete” e “parti private”, è un riflesso della vera natura delle religioni patriarcali. Come dice Potter, di fatto la circoncisione è “un’usanza barbarica della religione fallica primitiva”.8 Egli afferma anche:
Indubbiamente c’erano elementi fallici nello Jahvismo fino al tempo dei profeti e oltre, alcuni dei quali sono adottati dalla religione Cananita e alcuni dei quali erano originali in esso, ma il significato centrale che il nome di Jahvè aveva per Mosè era evidentemente qualcosa come il Dio Vivente della Vita. Ciò includeva naturalmente una certa sponsorizzazione delle relazioni sessuali, come indicano numerosi passi del Vecchio Testamento.9
Veramente, tra le religioni patriarcali il fallo è stato oggetto di adorazione, anche se questo fatto è stato nascosto per una varietà di ragioni, non ultima delle quali sono le sue implicazioni di base omosessuali e omoerotiche. Di fatto, i genitali maschili erano così sacri per gli Israeliti che se, in difesa di suo marito, una donna afferrava le “parti private” del suo nemico, ella avrebbe subito il taglio della sua mano (Deut. 25:11-12). I genitali maschili erano tanto importanti che voti solenni venivano giurati per mezzo di loro, come è riflesso in Genesi 24:9, dove il servo di Abramo fa un giuramento col “mettere la sua mano sotto la coscia di Abramo suo padrone”. I termini “coscia” e “cavo della coscia” usato un certo numero di volte nel VT in realtà sono eufemismi di “pene” e il mettere la propria mano “sotto la coscia” e facendo un giuramento è una “stretta di mano” di una società segreta:
….un Israelita che faceva un giuramento abitualmente lo avrebbe solennizzato col agguantare il pene dell’uomo a cui stava facendo una affermazione…. Prima della morte di Israele (Giacobbe), egli chiamò suo figlio Giuseppe al suo letto di morte, e quando Giuseppe afferrò il pene di suo padre, Israele fece promettere a suo figlio che egli avrebbe portato i suoi resti fuori dall’Egitto [Gen. 47:29-31]…10
Riguardo al questa pratica, Walker approfondisce:
I Semiti patriarcali adoravano i loro stessi genitali, e facevano giuramenti vincolanti mettendo una mano nelle parti private reciproche, una usanza ancora comune tra gli Arabi. Parole come testamento, testimoniare, e testimonio attestano ancora dei giuramenti fatti sui testicoli.11
Walker spiega anche un altro eufemismo fallico ed usanza biblica:
Gli scrittori biblici chiamavano il pene un “muscolo che si restringe”, che si trova “sul cavo della coscia”. Questo era un muscolo che Giacobbe perse nel suo duello con “un uomo che era un dio”… La confusa storia di Giacobbe e il dio-uomo fu inserita principalmente per sostenere il tabù dei Giudei sul mangiare un pene (Genesi 32:32), prima un’usanza dei re sacri alla loro successione al trono. I genitali dell’antagonista sconfitto venivano mangiati dal vincitore, per trasmettere lo spirito fallico da un “dio” al successivo.12
Inoltre le “colonne” e i “boschetti” dei popoli biblici di fatto erano lingams, o falli, e yonis, o vulve, e “gli idoli del casato” dei patriarchi e degli eroi erano simboli fallici minori. Per esempio, in Genesi 28:10 e 35:14 Giacobbe stesso viene rappresentato mentre è occupato nella pratica molto antica di ungere i sacri “pilastri”, o simboli fallici, che era del tutto comune in Israele.13
~ di ladycleopatra su Gennaio 30, 2008.
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